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11 Luglio 2007

Prova Pogo40
 

Di Giuliano Perego

Ieri ho finalmente provato un Class40, il Pogo40 Bira, di Roberto Famiani.
Voglio raccontare e condividere le impressioni su questo tipo di barche, che secondo me sono il futuro non solo per la vela sportiva, ma anche per diporto e crociera.

Per chi non conosce i Class40, richiamo qualche parametro del regolamento di classe:

Classe nata quattro anni fa in Francia
Specifiche basate su quelle precedenti degli Open40, ma con restrizioni sui materiali e una serie di arredi e misure obbligatorie per l'abitabilità:

·          Misure:
40 piedi
Larghezza max 4,50M
pescaggio 3M
Superficie velica max bolina 115MQ, portanti illimitata (le barche esistenti sono sui 260Mq);
2 ballast da 750L ciascuno
Peso min 4500KG

·          Abitabilità:
Almeno 4 cuccette, bagno, bordo libero medio minimo 1,10m, fornello, oblò ecc.

·          Sicurezza:
Prova raddrizzamento 90 gradi con da 220KG min a 320KG max in testa d'albero;
3MC espanso a cellule chiuse obbligatorio
due paratie stagne a 1M da prua e da poppa
Omologazione Cat0 (quella per le transoceaniche in mari gelidi) opzionale, alcune barche la hanno.

·          Contenimento Costi:
No carbonio, titanio, nomex, permesso solo albero in carbonio

Vietati alberi alari e rotanti
Chiglia fissa (o retrattile, ma non basculante)
Una serie di divieti ad attrezzature particolarmente sofisticate per limitare costi (no rotaia circolare, bompresso deve essere retraibile, ...)
Max 8 vele compresa randa di cappa e tormentina, max due vele di tessuti sofisticati, il resto dacron e nylon
....

 


In Italia, che io sappia, stanno progettando o costruendo Class40:

·          Cantiere D'Este (Matteo Miceli)

·          Giovanni Soldini (in Francia, si fa la barca lui e poi una piccola serie)

·          BertMauri (in costruzione due barche su progetto di Sam Manuard)

·          VIttorio Malingri ha dichiarato che lo farà, non credo stia già costruendo
....

 

Per la prova di ieri, eravamo:

·          Io

·          Angelo Cecere, titolare di Class40.it

·          Matteo Miceli

·          Sito Ramos Aviles, progettista navale

·         Marco Brinati, contitolare con Matteo  del Cantiere Navale d’Este

·          Roberto Famiani, armatore di Bira.

 

 

Giornata di sole bellissimo, maestrale di 13-14 nodi. a Scarlino.

Il Pogo40 è costruito dal cantiere Structures, famoso per i mini. Il progetto è di Finot, derivato da un precedente Open40 cui è stata applicata una drastica revisione per riduzione costi. Scafo in solido di resina Poliestere, coperta sandwich Poliestere PVC, fatta in infusione. Albero in carbonio. Esistono due versioni, una regata e una crociera (pescaggio ridotto a 2,30, 400KG in più, velatura ridotta). La versione provata è un regata, con interni crociera.

La barca la avevo già vista alla partenza della Roma per 2, ero anche entrato ma non avevo avuto modo di vederla con calma. Invece ieri abbiamo fatto una analisi accurata, guardato bene struttura, costruzione, soluzioni ecc.

Riassumendo:
Barca molto semplice e assolutamente spartana, gli interni ci sono tutti ma sono ridotti all'osso (niente porte, pochi armadietti, vetroresina e qualche massello di teak ma niente cielini ecc.).
Però: spazi da 50 piedi (la larghezza è di 4,45, e la lunghezza al galleggiamento di 12M), tientibene e studio interni per potersi muovere anche a barca sbandata, buona areazione, altezze discrete (1,85 in dinette, 1,70 circa nelle cabine), grande tavolo da carteggio centrale ....

Costruzione pensata per avere costi molto bassi, ma abbastanza curata, con qualche perplessità su alcune soluzioni (giunzione scafo coperta solo per incollaggio, no fascettature, alcune strutture, probabilmente per ragioni di limitazioni peso sembrano dimensionate un po' scarse ecc.). Nonostante la costruzione economica, sull'onda (piccola, ma abbastanza corta) di ieri, non fletteva assolutamente. Il cantiere è serio (è lo stesso che da anni domina nei minitransat di serie con il Pogo1 prima e con il Pogo2 ora). Famiani ci raccontava che, avendo avuto problemi su alcune barche, hanno fatto interventi mandando loro tecnici da tutti gli armatori a fare alcune stratificazioni aggiuntive. Il Pogo40 è un grande successo, se ordinate una barca ora, ve la consegnano fra 20 mesi .....

La coperta è organizzata molto bene, il pozzetto gigantesco, con puntapiedi nei posti giusti ed un cassone centrale, dove collocare la zattera di salvataggio, che permette di appoggiarsi e puntarsi, e su cui è rinviata la scotta randa con Winch dedicato e stopper (vi assicuro che con quattro metri e mezzo di larghezza quando la barca sbanda, e di bolina va portata molto sbandata per ridurre la superfice bagnata, saper dove puntare i piedi e tenersi è fondamentale).
Nella parte posteriore del pozzetto c'è un portellone di accesso ad un gavone enorme, dietro la paratia stagna (ci si entra dentro senza problemi).

Però: Protezione zero, non ci sono paramare e non si sa dove appoggiare la schiena. Ieri non c'era tantissimo vento e la giornata era stupenda, ma con venti duri credo che la barca sia bagnatissima.
Winch principali leggermente sottodimensionati (monta i 44, Famiani ha messo la scotta genoa doppia per ridurre lo sforzo); due per scotta genoa sottovento e paterazzo sopravento, il dedicato randa di cui sopra e due di servizio sulla tuga, dove sono rinviate tutte le manovre.
Il bompresso è esterno, braccio di due metri.
Il Pogo ha odottato un piano velico con forte dominanza della randa (73MQ, genoa 42). Le lande sono esterne, sovrapposizione limitata (110%). Paterazzo sdoppiato per accettare randa con fortissimo allunamento. Oltre al genoa è prevista trinchetta, smontabile su stralletto tessile. Sia genoa che trinchetta armati su frullino a scotta continua. Sul bompresso va gennaker, eventualmente anch'esso avvolgibile, e code0. Su queste barche non si riduce genoa, prendi terzaroli e poi passi direttamente da genoa a trinchetta.

Trasto randa a poppa, sul fondo del pozzetto, con corsa su tutta la larghezza della barca, oltre quattro metri. Tre mani terzaroli.
 

Dopo aver guardato tutto, mettiamo in moto (Volvo 27HP, con mare calmo arriva a 8,2 di massima, 7,3 crociera. E' un po' sottodimensionato rispetto a bordo libero e superfice bagnata della barca, credo che con mare contro servirebbe qualche cavallo in più, ma tanto con queste barche si va sempre a vela...) e molliamo l'ormeggio. La barca in retromarcia manovra discretamente, anche se con i due timoni laterali e con corda piuttosto ridotta, sia ai timoni che alla deriva, all'inizio è un po' sorda.

Usciamo dal porto, issiamo randa e spegniamo il motore. La barca è sporca sotto, con i serbatoi acqua (200L) e gasolio (100)
a metà, ancora di rispetto, un po' di roba a bordo ecc. Rispetto ai 4650 dichiarati, sarà intorno ai 5200 kg. Le vele sono di una veleria toscana, di fattura e forma non buonissima.

Con la sola randa la barca non vuole saperne di poggiare. Srotoliamo il genoa, finalmente ci riusciamo. 14 nodi di reale, angolo sul reale sui 60. Guardiamo il log: in un attimo prendiamo i 9 e mezzo, sulle raffichette arriva a 10,2-10,3. A nove nodi comincia a staccare la scia.
La barca è centratissima, il timone si tiene con un dito, batte leggermente. Riempiamo il ballast sopravento (quindici minuti circa, poi per passare l'acqua da uno all'altro ci vogliono 15 secondi) e la barca comincia a passare le ondine corte che ci sono, liscia come un coltello caldo nel burro, aumentando la velocità di un mezzo nodo.
Con pochi gradi di timone riesci a seguire il vento, sembra un cinquanta piedi ma con la risposta al timone di un FD. La cosa più impressionante è che non sembra assolutamente di andare forte, fino a quando non guardi il log. Famiani ci dice che a barca pulita si farebbe mezzonodo-un nodo in più. Certo la scia è pulitissima ma scavata, probabilmente con poco vento il trascinamento sarebbe molto elevato.
Decidiamo di provare a stringere. Ci sono un po' di problemi di regolazioni, l'albero (bello) non è a posto e c'è un sacco di catenaria anche tirando il paterazzo (alte troppo lasche?), il taglio del genoa è proprio bruttino. La bolina non è esaltante: La barca sotto gli otto nodi non vuole proprio saperne di andare, ma non si riesce a fare molto di più di 40 di apparente. Da rivedere con vele a posto e regolazioni....
Abbiamo la trinchetta armata, per virare spostiamo l'acqua nel ballast sottovento lascando un po' randa, poi arrotoliamo il genoa e proviamo, ma si ferma controvento, non c'è verso di farla virare. La trinchetta va assolutamente disarmata se si usa il genoa.
Alla fine comincia ad indietreggiare, scontriamo il timone, finalmente viriamo e riapriamo il genoa. La barca riparte. L'accelerazione è impressionante.
Dopo un po' di bordi, passandoci il timone e provando un po' di regolazioni, cominciamo a prenderla un po' in mano e a seguire le raffichette.

La cosa impressionante è la stabilità, si va forte senza accorgersene. Poggiamo un po' ed arriviamo a 11,8. Purtroppo il gennaker è in veleria e non possiamo provarlo.

Dopo tre ore e mezza, rientriamo. Scarlino-Porto Azzurro sono 19 miglia: durante l'uscita siamo arrivati al traverso di Porto Azzurro e siamo tornati, per un totale di una trentina di miglia!

Cosa mi è piaciuto:
Quanto cammina, gli spazi, la razionalità ed essenzialità della barca, il passo e la sensazione di controllo al timone.
 

Cosa non mi è piaciuto:
La scarsa protezione in pozzetto, gli interni un po' micragnosi, certe scelte costruttive un po' troppo semplificate.


Da rivedere:
Bolina con vele e regolazioni a posto, prestazioni sotto i 7-8 nodi di reale.


Comunque:

·          Costa un po' meno di un cruiser-racer 40 piedi tradizionale (barca in acqua, con elettronica e vele, interni da crociera circa 190+IVA, con albero in carbonio e armatura di pregio);

·          Accorcia le distanze;

·          Ha spazi interni ed esterni esagerati (tra pozzetto e coperta credo che distesi a prendere il sole in 10 ci si possa stare ...)

·          Dà una sensazione di sicurezza davvero notevole (mi piacerebbe provarla con 25 nodi, mi bagnerei fino all'osso, ma come controllo e passaggio dell'onda sono sicuro che sarebbe splendida)....


Certo, con quattro metri e mezzo di larghezza tocca pagare un posto per un quindici metri in porto, tre metri di pescaggio possono essere un problema, ma pensate che soddisfazione fare Riva di Traiano-Elba o Fiumicino-Ponza in sei-sette ore .....