3 Giugno 2007Intervista a Giovanni Soldini Giovanni torna a solcare gli oceani con un Class40. Grazie a Telecom Progetto Italia, ha iniziato la costruzione della sua nuova barca in Francia, su progetto Giullaume Verdier nel cantiere Fr Nautisme, ed è proprio mentre lavorava in cantiere che l'ho intervistato.
Allora, come vanno i lavori?Bene, abbiamo laminato la seconda pelle questa notte, per Luglio sarà in acqua. Sarà qualcosa di super-tecnologico (nei limiti della classe)?No, non super-tecnologica, ma sarà una figata, come le altre ma più meglio...eheheh. Sarà anche prodotta in piccola serie in linea con i prezzi della classe. Dai, svela qualche "segreto"? Come la costruite? Lo scafo è a spigolo o tondo? Scafo a spigolo perchè la barca è molto piu potente, sia nelle andature portanti che di bolina. E' come se fosse una barca con 2 carene quando è sbandata è una cosa e quando è dritta è un altra. La costruzione in vetro epossidica sottovuotpo come stupefacente. Stupefacente...già, la tua prima barca autocostruita in una comunità di recupero per tossicodipendenti...che fine ha fatto?lo ha comprato un francese, poi lo hanno abbandonato in mare dopo un disalberamento...le perle ai porci... Che tristezza...tornando a noi, sei andato diretto sulla Class40 o hai preso in considerazione anche altre barche?Diretto, al momento è la barca che fa per me. Navigare su un Class 40 vuol dire innanzitutto passare molto più tempo per mare e molto meno in cantiere. E in secondo luogo andare a gareggiare in una classe dove le capacità del singolo fanno la differenza. Se corriamo tutti con barche uguali, è chiaro che è lo skipper ad acquistare un ruolo fondamentale, e non le migliorie tecniche della barca. Anche se naturalmente la preparazione della barca rimane di estrema importanza. Hai regatato per 5 anni col trimarano Tim che rappresenta il massimo della tecnica applicata alla vela, ora torni a una vela più a "a portata d'uomo". Condividi anche tu la corrente di pensiero che privilegia lo spirito di avventura negli oceani e che ridà allo skipper un ruolo predominante rispetto a tutto il resto?Su Tim è stata un’esperienza entusiamante. Planare a 35 nodi sulle onde significa vivere delle sensazioni uniche, ma significa anche passare ore e ore in cantiere per mettere a punto la miriade di dettagli tecnici che permettono a una barca di resistere a tali velocità. Dopo la folle rincorsa ai budget altissimi con i trimarani, mi riconosco in pieno in questa inversione di tendenza che ha preso piede tra i navigatori oceanici. In fondo, è la filosofia che è sempre stata alla base della vela oceanica che, per dirla con le parole di Bernard Moitissier, deve continuare a “salvarsi l’anima". Regate in programma?Transat Jacque Vabre, The Transat e la Quebec-St. Malo...poi si vedrà. Una domanda stupida: ma tu le vacanze le fai in barca? se sì, con quale? Sì, certo, su un bellissimo trimarano in legno del '72 che mi prestano. Grazie e ...buon vento da Class40.it!!!
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