La newsletter di Class40.it! 26 Novembre 2007 VITTORIA!!! "Les Italiens" hanno lasciato tutti dietro!!! Telecom Italia è il primo Class40 ad arrivare a Bahia, dopo 22 giorni, 22 ore, 13 minuti e 22 secondi di navigazione! La riconferma di Soldini, uomo immagine della vela oceanica, il grande navigatore, quello che sa la rotta migliore, che può navigare per mesi, da solo, senza mollare mai. Al tempo stesso uomo mediatico, che sa vincere la regata giusta al momento giusto e che garantisce a ogni sponsor un ritorno assicurato. Dopo averci fatto sognare con grandi successi è stato fermo 3 anni, colpa di una campagna sfortunata col trimarano Tim, naufragato a largo della costa africana. Qualcuno lo dava per finito ma è tornato, per lui una regata che non poteva permettersi di sbagliare e così è stato. Non ha sbagliato mai nei 22 giorni in mare, ma non ha sbagliato neanche nella scelta del progettista, del cantiere e nella preparazione della barca. Sopratutto non ha sbagliato nella scelta del compagno Pietrino. Pietro D'Alì, dalle classi olimpiche ai Figarò ha collezionato un palmares che vantano in pochi...ma che in pochi conoscono. Velista perfetto, uno che la barca la fa correre al massimo, sempre. Affina la sua tecnica sempre lontano dai riflettori, salendo gradino per gradino, dal 420 alla Coppa America. Ora è il suo momento. Giovanni e Pietro si sono trovati ed è nata una grande coppia che finchè ci sarà ci farà sognare! La vela francese è costretta a piegarsi a due italiani. Non è certo stata una sorpresa, visto che Pietro e Giovanni hanno guidato la flotta per quasi tutta la regata, guadagnandosi la prima posizione attraverso un passaggio nel canale tra Ouessant e la punta della Bretagna, un tratto di mare insidiosissimo, pieno di scogli, che mette a dura prova le capacità dei più esperti marinai, tanto che quasi tutta la flotta dei Class40 è passata all'esterno. Benchè ormai attesa, questa schiacciante vittoria è un duro colpo ai francesi, poco abituati ad aver rivali in campo oceanico. Ma vediamo cos'è successo... Le Havre. 27 Ottobre, prologo su un triangolo di 7.5 miglia, con un vento intorno ai 10 nodi. A bordo di Telecom Italia, Giovanni e il suo equipaggio (Pietro D'Alì, Marco Spertini, Tommaso Stella e Hana Novotna) hanno testato per la prima volta il nuovo 40 piedi confrontandolo con i loro concorrenti, concludendo con una buona quinta posizione. "Siamo partiti abbastanza bene, anche se coperti sopravento da alcune barche", racconta Giovanni. "... abbiamo perso qualcosina durante la manovra dato che abbiamo un sistema di bompresso non ottimizzato per le regate corte ... siamo felici e soddisfatti della barca. Abbiamo avuto conferma del buon passo di Telecom Italia sia di bolina che in poppa. Come prima uscita il bilancio è assolutamente positivo". Al primo posto, Bruno Jourdren a bordo di Lord Jimmy, che è riuscito a partire all'ultimo momento dopo aver risolto i problemi d'infiltrazione d'acqua. Le Havre. 3 Novembre. Il tradizionale colpo di cannone dà il via alla partenza della Transat Jacques Vabre 2007. 61 imbarcazioni al via (sabato i monoscafi e domenica i multiscafi) dal porto francese con destinazione Salvador de Bahia (circa 4.300 miglia). 18 monoscafi Imoca (60 piedi), 30 Class40 (monoscafi 40 piedi), 5 multiscafi Orma (trimarani 60 piedi), 8 Class50 Open (trimarani 50 piedi). Neanche a dirlo i più numerosi sono proprio i Class40, certamente la classe più agguerrita, tra l'altro l'unica in gara che vieta il routage, l'assistenza meteo dall’esterno, nel rispetto del regolamento di classe. Di fatto, dovranno cavarsela con la loro esperienza! Per una volta, il fenomeno dei Class 40 non è solo francese. In questa TJV tra i concorrenti anche nove inglesi, tre belgi, due olandesi, un cileno, un tedesco, un irlandese, un sudafricano ed ovviamente i "nostri" Giovanni e Pietro. Telecom Italia ha preso il comando ad un'ora dalla partenza ma i 3 giorni successivi sono stati all'insegna della sfiga. Delle alghe nella chiglia hanno costretto a togliere lo spi, fermarsi e andare a marcia indietro per riuscire a toglierle. Poi altre alghe e un buco di vento hanno relegato gli italiani in 22esima posizione. Piano piano hanno recuperato diverse posizioni ma a questo punto era necessario fare qualcosa per tornare in testa, e l'hanno fatto. Sono passati nel canale tra Ouessant e la punta della Bretagna: un tratto di mare insidiosissimo, pieno di scogli, che mette a dura prova le capacità dei più esperti marinai. Tanto che quasi tutta la flotta (formata per lo più da navigatori francesi che conoscono molto bene quelle zone) è passata all'esterno. Al telefono, Giovanni ha detto: "Abbiamo rischiato e c'è andata bene. Quando ci siamo ritrovati quattordicesimi per mancanza di vento, io e Pietro abbiamo pensato che valeva la pena di tentare. E' stata una notte molto dura, siamo passati in bonaccia tra gli scogli, con una corrente fortissima. Non abbiamo chiuso occhio, anche perché abbiamo continuato ad avere problemi con le alghe che si impigliano nella deriva e nei timoni. Non so quante volte abbiamo tirato giù lo spi e fatto retromarcia per liberarci. Ci siamo organizzati con una stecca per pulire le pale dei timoni. Stanotte ci siamo perfino incastrati tra due nasse di un peschereccio. Adesso stiamo andando di poppa con vento leggero, a 6-7 nodi di velocità, rotta 170°. A bordo il morale è alto. Sono io il cuoco, ho appena fatto a Pietro un ottimo riso integrale con tonno e limone. Non vedo l'ora che il vento rinforzi: con un po' più di vento la nostra barca taspa come una iena".. Giovanni e Pietro sono primi! Il 4° giorno arriva il vento, i secondi seguono a 20 miglia e Giovanni dice: "Con onde pazzesche e raffiche a 37/38 nodi abbiamo fatto delle planatone con la barca a 20 nodi di velocità. Bellissimo!". L'8° giorno Telecom Italia passa l'isola di Madeira, passandole a est, ma molto vicini. Dietro le altre barche si danno battaglio, ci sono Mistral Loisirs e Vecteur Plus a una quarantina di miglia. Il 9° giorno viene agganciato un Aliseo molto instabile, le previsioni meteo si sono rivelate sbagliate e chi si è tenuto ad ovest si è avvicinato (ora secondi e terzi sono Sidaction e Chocolats Monbana), ma il giorno successivo l'attacco arriva da est, dove c'è più vento. In Francia non ci stanno a vedere "les italiens" davanti e colgono l'occasione di alcuni probelmi nella localizzazione di Telecom per gridare al sorpasso da parte di Atao Audio System, che appunto naviga più a est. Questa la replica telefonica di Soldini: "Ciao a tutti...mi fa un po' ridere perché i francesi continuano a dire che adesso Atao ci supera, ma in realtà Atao è bello dietro, e là sta, per ora. Sono contento. Dalle posizioni è difficile capirlo dato che, non so perché, non riescono a posizionarci, ma basta far due conti per vedere che noi siamo davanti anche con un buon margine." Atao ha viaggiato molto veloce, ha macinato miglia...peccato che macinasse le miglia sbagliate, o almeno sulla rotta sbagliata, infatti, rientrando ad ovest, si è trovato ben lontano dai primi. L'11° giorno il vantaggio cresce, grazie ad una nottata di vento teso ma stressante tra scarsi e buoni, con strambate continue, a ogni rotazione del vento superiore ai 10°. Invece la notte successiva, è all'insegna del taglia e cuci, causa una riparazione alle fettucce del punto di mura del Runner (lo spi più grande), forse troppo stressato. Il 16 Novembre, Telecom passa Capo verde, tenendoselo a destra, come quasi tutta la flotta. Il 15° giorno si entra del vivo delle strategie per attarversare il Pot au Noir, zona di piatte equatoriali, dovute all'interazione dell'aliseo di N-E e quello di S-E, intanto i due si godono ancora un po' di N-E sui 12-15 nodi che ha permesso di aumentare il distacco dal secondo (Chocolats Mombana) e dal terzo (Atao Audio System), sfiorando le 70 miglia. Il 17° giorno "i nostri" sono nella più assoluta e desolante calma equatoriale, con tanto di temporali, galleggiano in una bolla di piatta totale non prevista, con 2 nodi di vento in poppa. Al contrario gli inseguitori hanno aria e si avvicinano pericolosamente. Telecom risponde virandogli sulla prua per tagliargli la strada: si avvicineranno ma non potranno andare via. La mossa si rivela astuta, infatti quando Giovanni e Pietro agganciano l'aliseo di sud-est, il 20 Novembre, Atao Audio System è sempre dietro, anche se ha ridotto il distacco a meno di 15 miglia. Ormai le barche sono "al sicuro" nell'aliseo di sud-est e le prossime 1000 miglia saranno una veleggiata diretta fino a Bahia, conterà solo andare sempre al massimo. In questa fase i tatticismi non contano più molto e avere una barca velocissima con a bordo un velista col manico di Pietro d'Alì potrà rivelarsi la carta in più di Telecom Italia. Questo non è il momento di mollare e infatti, nella volata verso il traguardo, Giovanni e Pietro guadagnano ogni giorno un po' d'acqua su Atao, che ormai è l'unico inseguitore a far ancora sentire il suo fiato sul collo degli Italiani. Intanto in Francia non si fanno una ragione di quello che sta succedendo e Marc Emig, skipper di AST Groupe (in quarta posizione), dichiara che "Quello di Giovanni è un Class45. Va veloce, è visibilmente più leggero degli altri". Accuse infondate, visto che la Class40 impone il peso minimo di 4500 chili e Telecom Italia pesa per l'appunto 4530 chili, risultato di un ottimo lavoro progettuale. A questo proposito, così si è espresso Cino Ricci: "...Marc Emig, penso che sia l'ultimo a poter parlare visto che la sua barca fino a 48 ore prima della partenza non aveva un valido certificato di stazza per aver utilizzato un tipo di fibra di vetro non consentita dal regolamento per la fascettatura dei pannelli di compensato marino con cui è costruita. Non è certo quello che influisce sulle prestazioni della barca, ma la regola è la regola. Anche la sua rotaia di scotta randa curva, che si estende verso prua fino alle sartie, non è consentita dal regolamento, ma la giustificazione è stata che quella non è la rotaia della scotta ma la rotaia del vang… Forse con una rotaia più corta e “in regola” avrebbero risparmiato qualche chilo!". Dopo 20 giorni in mare mancano 550 miglia e Giovanni, al telefono, rassicura che l'equipaggio è ancora carico, intanto il vantaggio è salito a 40 miglia. La mattina del ventunesimo giorno il vantaggio su ATAO sale a 45 miglia, ma nel pomeriggio scende a 36. A mezzogiorno del ventiduesimo e ultimo giorno, Telecom ha un distacco di 42 miglia su Atao, che alle 16:00 cala a 37.5 miglia, quando mancano 90 miglia al traguardo. Alle 20:00 mancano 60 miglia e il distacco sale a 42. Un elastico che va avanti da 2 giorni regalando un po' di suspance. Giovanni e Pietro hanno la vittoria nelle loro mani, sono sulla traiettoria tra Atao e Bahia, possono controllare più che bene la situazione e il duo di inseguitori (Dominic Vittet e Thierry Chabagny) non ha ormai possibilità di attaccare in nessun modo. Intanto, molto indietro, altri 4 francesi (a bordo di Chocolats Mombana e Appart City) si contendono l'ultimo gradino del podio. Per "i nostri" non resta che continuare così, mantenere la concentrazione e godersi questa volata finale con le dita incrociate, ormai solo la sfiga di un'improbabile rottura potrebbe strappargli la vittoria! 15 miglia. SE NON VUOI PIù RICEVERE QUESTE INFORMAZIONI, COMUNICALO RISPONDENDO A QUESTA MAIL.