La newsletter di class40.it! 21 Luglio 2007 1)CONCLUSA LA "Les Sables – Madère – Les Sables" 2)INTERVISTA A MATTEO MICELI 1)CONCLUSA LA "Les Sables – Madère – Les Sables" Si è conclusa il 13 Luglio la seconda e ultima tappa (partita da Les Sables il 5 luglio) della Les Sables – Madère – Les Sables. Regata di 2600 miglia in equipaggio ridotto. La prima tappa era partita il 24 Giugno per concludersi dopo 7 giorni. 10 equipaggi al via di cui 2 hanno abbandonato. Come tutte le ragate della Class40, anche questa è stata combattutissima fino all'ultimo bordo. A dir poco emozionante, l'arrivo della seconda tappa, vinta da "Apart City", che, dopo 7 giorni di navigazione, ha tagliato il traguardo 1 minuto e 12 secondi prima di "Mercie Les Amies"! La classifica finale è: 1 Appart City di Yvan NOBLET 2 Jardin Bio' Prévoir di Benoît PARNAUDEAU 3 Azawakh III di Jean-Pierre AMBLARD 4 Merci les amis di Cécile POUJOL 5 Destination Calais di Pierre-Yves CHATELIN 6 Choice Hotels Jean-Edouard CRIQUIOCHE 7 Groupe Séfico Lionel REGNIER 8 Méréna Alexis GUILLAUME Nous Entreprenons di Jacques FOURNIER (abandonato) Cariberia di Stephen CARD (abandonato) Sito della regata: Web site www.lessables-madere.com 2)INTERVISTA A MATTEO MICELI Passeggiamo verso un ristorantino a Lavagna, ci siamo conosciuti da 3 minuti ed è già chiaro che questa serata non basterà per tutto quello di cui vorrmmo parlare. Qualcuno può pensare che attraversare l'Oceano su un catamarano di 6 metri sia da folli ma un folle non arriverebbe all'altra sponda. Matteo l'ha fatto per due volte, prima con l'amico Andrea Gancia e poi da solo, per due volte ha vissuto nell'Atlantico, a bordo di Biondina Nera, e per 2 volte ha battuto un record mondiale. E' chiaro che Matteo l'avventura ce l'ha nel sangue, per lui tutto si può fare, è una questione di preparazione. Una preparazione meticolosa del velista e della barca curata in tutti i dettagli, infatti Matteo è prima di tutto un costruttore di barche, socio dei Cantieri Navali d'Este di Fiumicino, dove vorrebbe realizzare il prossimo sogno: costruire il primo Class40 italiano! Così, tra una forchettata e l'altra, faccimo i conti con i regolamenti di stazza e con 3 metri di pescaggio, ci chiediamo se il vang si può evitare e come sarebbe uno scafo a spigolo... ...è passato qualche mese e l'Este 40 non è più solo un sogno. Appena Matteo mi spedisce il progetto definitivo, non posso che chiamarlo, trasformarmi da amico/fan in giornalista, più o meno serio, e chiedergli l'intervista per Class40.it . - Un costruttore italiano spesso si trova di fronte una clientela che in pozzetto preferisce avere un posa bicchieri piuttosto che il carrello dellla randa. Ci vuole coraggio a investire su una barca destinata a regatanti che vanno oltre le boe della domenica mattina e a famiglie che per le vacanze scelgono la zona più ventosa piuttosto che quella con i migliori ristoranti. Credi in una maggiore diffusione in Italia di quelle che i francesi chiamano "courses au large"? - Sì credo proprio di sì, la barca che proponiamo è estremamente eclettica e divertente. L’ampio pozzetto ed i grandi spazi esterni ed interni permettono una navigazione confortevole sia con molto vento grazie ai suoi 750 litri di ballast e la sua categoria zero, quindi studiata per essere inaffondabile nelle regate oceaniche, sia con poco vento grazie al suo peso limitato ed alla generosa superficie velica. Credo proprio che sarà una classe che andrà alla grande perché molti veri velisti, ai quali è dedicata questa idea di barca a vela, sono stanchi di accendere il motore per raggiungere i 6 nodi con 10 di vento e sono stanchi di regatare in tempo compensato. Stiamo facendo nascere un monotipo con regole di classe di tipo internazionali, fantastico nei nostri mari ….e chi ha il manico vince ! - Su che numeri pensate di calibrare la produzione? Sperate di replicare il successo dell'Este24? - Siamo sicuri di questo perché il nuovo 40 open ricalca in pieno la filosofia del 24’. Barca multi uso a cui si aggiunge la possibilità di regatare in oceano. A giudicare dall’interesse riscontrato con il solo disegno ed un semplice depliant penso che calibreremo la produzione sulle 20 barche all’anno. - Pur essendo essenzialmente una barca oceanica progettata per lunghe navigazioni, siete venuti in contro alle esigenze del mediterraneo? - Il nostro problema è l'entrata nei porti quindi abbiamo studiato una chiglia retrattile, a livello di performace non cambia nulla, abbiamo comunque progettato una barca un po' più mediterranea, la maggior parte di questi 40' ha una poppa che trascina molta acqua con poco vento per cui abbiamo studiato una poppa un po' più slanciata. Inoltre abbiamo optato per un motore da 40cv per stare un po' più tranquilli nei pressi dei porti - Un motore da 40cv è abbastanza pesante...ed anche il sistema della chiglia retrattile, inoltre questa richiede un sistema al tempo stesso pratico ed estremamente affidabile...? - Sì, per fare tutto questo è ovviamente aumentato il peso quindi abbiamo optato per la costruzione in epoxy e sandwich, così ci siamo riallineati ai pesi della classe. Inoltre, rispetto a un monolitico, è più sicuro , più leggero e più performante.La chiglia retrattile è il nostro punto di forza. Sarà pratica, affidabile e certificata...d’altra parte con l’esperienza fatta sul 24’ non penso che qualcuno possa insegnarci qualcosa a proposito! - Come avete scelto il progettista? - Il progettista è il migliore del mondo ;)...il suo nome è Sito Aviles Ramos. E' un giovane spagnolo che ha fatto tanta esperienza sugli Open ed ha progettato (e costruito) Biondina Nera che totalizzando le miglia fatte ha quasi completato il giro del mondo senza mai un problema...per un catamarano sportivo di 6 metri non è male! - Per quanto riguarda gli spazi interni la classe impone importanti vincoli volti all'abitabilità, come vi siete mossi in questo senso? - Gli spazi sono veramente importanti per la sua categoria…piacerà alle signore armatrici (tanto sono loro a decidere), le cabine sono comode, la scassa della chiglia retrattile che potrebbe sembrare una struttura opprimente, è diventata invece un ottimo appoggio per la signora in cucina e per il signore che vuol fare carteggio. - Lo scafo a spigolo si sta imponendo sempre più nel mondo della vela oceanica, anche voi in questa direzione. Perchè? - La leggerezza delle barche associata alla forma a spigolo aumenta la possibilità di planate sull’onda. - Il pozzetto dell'E40 salta subito all'occhio, come siete giunti a queste interassainti soluzioni? - Ci ha aiutati Andrea Gancia che di altura se ne intende...per me è fondamentale lavorare in barca sicuri, tranquilli e sopratutto comodi, io ho già dato con Biondina Nera (…navigando scomodo)! - Chi sarà il primo armatore dell'E40? - Il primo armatore? ...ovviamente io! O meglio: il cantiere al 50% con un amico. E' la barca dei miei sogni, sia per fare "casello casello", come dicono i miei amici, sia per navigare comodo e tranquillo. - Conoscendoti avrai già in mente qualche rotta da solcare con la tua nuova barca...allora, quali sono i programmi? - Mi dispiace che alla Vendee Globe abbiano escluso anche i 50 piedi ed è sia diventata una regat per pochi eletti, visto il budget, invece con questo 40 piedi voglio fare il giro del mondo in solitario e senza assistenza e scalo, da roma a roma. Oltre a giocare con gli altri Class40 nelle regate in programma. - Hai fatto parte di equipaggi prestigiosi, ora cosa ti spinge a navigare in solitario? - L'esperienza in solitario non mi affascinava per niente prima della prima attraversata con Andrea Gancia, ora è una cosa che non riesco a spiegare... Certo navigare in compagnia è una figata: ci si riposa, si gode delle planate o di bellissimi tramonti. In solitario si sta sempre un po' preoccupati e sempre legati, anche se in realtà da soli non si è mai, conto sempre sul mio amico Ginetto con cui divido gioie e dolori. - Ti senti prima di tutto un ragatante, un marinaio, un costruttore o cosa? - Non m sento un regatante nell'accezione generale del termine, non mi piace girare in tondo a delle boe...per questo vorrei essere un bravo marinaio...intanto sto provando a diventare un bravo costruttore. Con l'Este35 "Whischy Echo", che ho costruito appena maggiorenne, ci difendiamo ancora bene e dopo diciotto anni dalla costruzione alla Roma x 2 siamo andati più che bene. Mentre con Biondina Nera...che ne dite? I risultti parlano da soli! - Dall'Este40 siamo inevitabilmente finiti a chiacchierare di te. Per concludere: quanto costa mettere in acqua questa barca? - 180 mila euro, pronta alla boa senza vele ed elettronica. - Ciao….e ci vediamo in oceano al più presto spero come rivali! - Grazie Angelo e buon vento a tutti…quelli che comprano l’este 40! ...Auguri agli altri!?!